CUORI E RADICI

Educazione in natura per bambini e famiglie

presso il Ranch Val di Ronch a Cison di Valmarino TV

- dal Lunedì al Venerdì dalle 8 alle 16-da Settembre a Giugno -

Il profumo di casa

Il nome Cuori e Radici racchiude il significato profondo del progetto.

I cuori rappresentano la relazione: ascolto, presenza, accoglienza e incontro con l’unicità di ogni bambino.


Le radici rappresentano il legame con la terra, l’appartenenza e quella base sicura da cui poter crescere ed esplorare il mondo con libertà.

Il progetto nasce all’interno dell’Associazione culturale La casa di giada, dove “casa” non significa uno spazio chiuso, ma un luogo in cui sentirsi riconosciuti, rispettati e accompagnati.

Da qui nasce il Profumo di Casa: il clima che prende forma quando adulti presenti e coerenti rispettano i tempi dei bambini, curano gli spazi, ascoltano e costruiscono relazioni basate sulla fiducia.

Un ambiente nel quale ogni bambino può sentirsi accolto, conosciuto, rispettato, libero di esprimersi e sostenuto nella propria crescita.

Una comunità a misura di bambino, dove sentirsi a casa e, proprio per questo, avere la libertà di esplorare il mondo.

IL PROGETTO:

la nostra visione educativa

Ogni bambino nasce con una naturale curiosità, con il desiderio di esplorare, conoscere e dare significato al mondo che lo circonda.

Nei primi anni di vita il corpo, il movimento, il gioco, la relazione e l’esperienza diretta rappresentano le principali vie attraverso cui il bambino apprende e costruisce il proprio rapporto con la realtà.

Nel progetto Cuori e Radici consideriamo il bambino una persona competente, portatrice di risorse, sensibilità e capacità proprie.

Il compito dell’educazione non è plasmare il bambino secondo un modello prestabilito, ma creare le condizioni affinché possa sviluppare le proprie potenzialità attraverso l’esperienza, la relazione e la scoperta. Il bambino non viene considerato un contenitore da riempire, ma una persona da accompagnare.

Il ruolo dell’adulto è offrire presenza, ascolto e guida, affinché ogni bambino possa sviluppare progressivamente autonomia, consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità.

Il progetto Cuori e Radici si fonda su due pilastri educativi fondamentali:

L’educazione alla libertà

L’educazione in natura

A questi si aggiunge una dimensione che attraversa tutto il progetto:

Il Profumo di Casa che rappresenta il clima relazionale nel quale ogni esperienza prende forma.

Educazione alla

Libertà

Per noi la libertà non è fare ciò che si vuole sempre e comunque.

La libertà è sviluppare progressivamente la capacità di scegliere, comprendere le conseguenze delle proprie azioni, assumersi responsabilità e stare in relazione con gli altri nel rispetto reciproco.

Educare alla libertà significa accompagnare il bambino nella conoscenza di sé, aiutandolo a riconoscere ciò che sente, a dare un nome alle proprie emozioni e a trovare modalità sempre più consapevoli per esprimersi.

La paura, la rabbia, la tristezza, la frustrazione e la gioia fanno parte della vita. Il bambino non viene educato a evitare queste esperienze, ma ad attraversarle accompagnato da adulti capaci di ascolto e presenza.

Vivere insieme: relazione e conflitto

Uno degli apprendimenti fondamentali dei primi anni di vita riguarda lo stare insieme.

Il gruppo diventa uno spazio nel quale il bambino impara a condividere, aspettare, ascoltare, negoziare e riconoscere il punto di vista dell’altro. Il conflitto è una parte naturale delle relazioni umane.

Non viene considerato un errore da eliminare, ma un’occasione per imparare.

Gli educatori accompagnano i bambini nella comprensione di ciò che accade, aiutandoli a esprimere i propri bisogni, ascoltare quelli degli altri e cercare soluzioni condivise.

L’obiettivo non è eliminare ogni difficoltà, ma sviluppare progressivamente strumenti interiori e relazionali per affrontarle.

Educazione in Natura

Il bosco, il ranch e gli spazi aperti non sono semplicemente luoghi nei quali si svolgono delle attività, ma diventano parte integrante del processo educativo.

Nei primi anni di vita il bambino apprende principalmente attraverso il corpo, il movimento, il gioco e la relazione diretta con ciò che lo circonda. Toccare, osservare, ascoltare, annusare, raccogliere, costruire, trasformare e sperimentare sono modalità naturali attraverso cui il bambino conosce il mondo e costruisce il proprio sapere. L’esperienza in natura offre un ambiente ricco e complesso, nel quale il bambino incontra continuamente situazioni nuove e imprevedibili.

Questa ricchezza stimola curiosità, creatività, capacità di adattamento e spirito di iniziativa.

La natura permette inoltre al bambino di sviluppare una relazione profonda con il luogo che abita, creando un senso di appartenenza e una maggiore consapevolezza del legame tra l’essere umano e il mondo naturale.

Come scrive Richard Louv nel libro L’ultimo bambino dei boschi:

“La natura offre ai giovani qualcosa di molto più grande di loro. Un ambiente in cui possono facilmente contemplare la propria interiorità e l’eternità. (...) L’immersione nell’ambiente naturale è diretta e immediata, espone i giovani agli elementi da cui gli esseri umani si sono evoluti: terra, acqua, aria e altri esseri viventi, grandi e piccoli.”

Il contatto con la natura permette al bambino di ritrovare una relazione diretta con gli elementi fondamentali della vita: la terra che sostiene, l’acqua che trasforma, l’aria che attraversa e il mondo vivente nelle sue molteplici forme. Non si tratta soltanto di conoscere l’ambiente esterno, ma di sviluppare progressivamente una relazione con esso.

Educazione al Rischio

L’educazione al rischio rappresenta uno degli aspetti più significativi del nostro metodo.

Nella società contemporanea spesso il desiderio di proteggere i bambini porta inconsapevolmente gli adulti a eliminare molte occasioni di esperienza autonoma. Il bambino, però, costruisce fiducia nelle proprie capacità proprio attraverso il confronto graduale con situazioni nuove.

Educare al rischio non significa esporre il bambino al pericolo o lasciarlo solo davanti alle difficoltà.

Significa creare condizioni nelle quali possa sperimentare, provare, sbagliare e riprovare, accompagnato da adulti presenti e consapevoli.

Attraverso queste esperienze il bambino costruisce gradualmente:

  • autonomia;

  • prudenza;

  • capacità di scelta;

  • fiducia nelle proprie risorse;

  • spirito di iniziativa.

L’educazione al rischio richiede prima di tutto un lavoro sugli adulti.

È necessario imparare a distinguere ciò che rappresenta un reale pericolo da ciò che nasce invece dalle nostre paure. Un bambino al quale viene sempre impedito di sperimentare può imparare a dubitare delle proprie capacità. Un bambino accompagnato nell’esperienza può sviluppare fiducia.

Il Gioco Spontaneo

Il gioco spontaneo rappresenta una delle principali modalità attraverso cui il bambino conosce sé stesso, gli altri e il mondo. Il gioco nasce da una motivazione interna: il bambino gioca perché sente il desiderio di esplorare, immaginare, trasformare e comprendere la realtà che lo circonda.

Attraverso il gioco il bambino sperimenta il proprio corpo, sviluppa creatività, capacità di adattamento, autonomia e competenze relazionali .Un pezzo di legno può diventare una costruzione, un bastone può trasformarsi in uno strumento immaginario, una radura può diventare un luogo di avventura.

È proprio questa capacità di trasformare la realtà attraverso l’immaginazione che permette al bambino di sviluppare pensiero creativo e flessibilità.

Nel nostro progetto il gioco non viene considerato un momento secondario o semplicemente ricreativo, ma un’esperienza educativa fondamentale. L’adulto protegge il tempo del gioco, prepara un ambiente favorevole, osserva ciò che emerge e interviene quando necessario.

Il Piccolo Gruppo

Il progetto prevede volutamente un numero contenuto di bambini. Questa scelta permette di creare un ambiente raccolto nel quale ogni bambino possa essere conosciuto nella propria individualità e accompagnato secondo i propri tempi.

Il piccolo gruppo favorisce relazioni autentiche, collaborazione e senso di appartenenza. Non significa ridurre le possibilità sociali del bambino, ma offrirgli uno spazio nel quale imparare la qualità delle relazioni.

La comunità Educante

Crediamo che l’educazione sia prima di tutto una responsabilità condivisa.

Un bambino cresce all’interno di una rete di relazioni: famiglia, educatori, ambiente e comunità.

Per questo Cuori e Radici considera fondamentale la costruzione di una comunità educante nella quale bambini, famiglie, educatori collaborano nel rispetto dei propri ruoli.

Una comunità autentica nasce dalla fiducia, ma la fiducia ha bisogno anche di chiarezza. Per questo il progetto è accompagnato da documenti che definiscono in modo trasparente:

  • gli obiettivi educativi;

  • i valori che orientano il percorso;

  • le modalità organizzative;

  • i diritti e i doveri di ciascun partecipante;

  • le responsabilità condivise.

Conoscere fin dall’inizio il significato del progetto e le modalità dello stare insieme permette alle famiglie di scegliere consapevolmente e agli educatori di lavorare all’interno di un quadro condiviso.

La famiglia che aderisce al progetto non sceglie un servizio, ma entra in una comunità con una precisa visione educativa. La partecipazione delle famiglie è una risorsa importante perché permette di creare continuità tra il percorso vissuto dai bambini e il contesto familiare.

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Alcune Domande Frequenti:

Il coinvolgimento delle famiglie è troppo impegnativo?

La partecipazione delle famiglie non significa sostituirsi agli educatori né assumere responsabilità che appartengono al progetto educativo. Significa condividere un percorso, mantenere un dialogo aperto e contribuire, secondo le proprie possibilità, alla costruzione della comunità. Ogni famiglia aderisce liberamente e consapevolmente, conoscendo fin dall’inizio gli obiettivi, le modalità e gli impegni reciproci.

Un gruppo piccolo non rischia di limitare la socializzazione?

La socializzazione non dipende soltanto dal numero di persone presenti, ma dalla qualità delle esperienze relazionali vissute.

In un gruppo contenuto il bambino può imparare ad ascoltare, collaborare, affrontare conflitti e costruire legami significativi.

Queste competenze rappresentano una base importante per affrontare successivamente contesti sociali più ampi.

Se il bambino gioca liberamente, non rischia di perdere tempo rispetto ad attività più strutturate?

Il gioco è una delle forme più profonde di apprendimento nei primi anni di vita.

Attraverso il gioco il bambino sviluppa capacità motorie, cognitive, emotive e sociali.

Impara a progettare, modificare le proprie idee, collaborare, affrontare problemi e trovare soluzioni.

L’esperienza libera non significa assenza di educazione: significa offrire al bambino uno spazio nel quale possa essere protagonista del proprio apprendimento.

Ma il bosco e il ranch non sono ambienti troppo rischiosi per bambini così piccoli?

La natura presenta sicuramente elementi che richiedono attenzione, così come qualsiasi ambiente di vita.

Nel progetto distinguiamo il pericolo dal rischio educativo.

Il pericolo viene prevenuto attraverso una progettazione attenta degli spazi, regole chiare e una presenza costante degli educatori.

Il rischio educativo, invece, rappresenta un’importante occasione di crescita perché permette al bambino di conoscere il proprio corpo, valutare le situazioni e sviluppare autonomia.

L’obiettivo non è eliminare ogni difficoltà, ma accompagnare il bambino nell’incontro con essa in modo graduale e sicuro

Fango, bastoni, sassi e materiali naturali possono essere pericolosi?

I materiali naturali fanno parte del mondo che il bambino deve imparare a conoscere.

Un bastone può diventare uno strumento per costruire, immaginare, trasformare; un sasso può essere osservato, raccolto, confrontato; il fango può diventare esperienza sensoriale e creativa.

Attraverso la presenza degli educatori e regole condivise, il bambino impara progressivamente a utilizzare questi materiali con rispetto e consapevolezza.

Limitare completamente il contatto con ciò che appartiene alla natura significherebbe privarlo di importanti occasioni di esperienza.